CONTINUITA' TERRITORIALE, NO ALL'ESCLUSIONE DEGLI EMIGRATI

L’Associazione Culturale Sarda BRUNO CUCCA, alla luce della decisione di Alitalia di interrompere l’applicazione della continuità territoriale, aderisce alla protesta, promuove e sottoscrive l’appello della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia in difesa del ripristino delle tariffe per gli emigrati sardi e i cittadini di tutta Europa. Come le altre Associazioni sarde nel mondo e come sta facendo la FASI, di cui riportiamo integralmente il Comunicato stampa a firma del Presidente Tonino Mulas, faremo il possibile per intervenire nelle sedi istituzionali preposte affinché venga nuovamente riconosciuto un diritto che è un riequilibrio dello svantaggio dell’insularità e certamente non un privilegio.
Associazione Bruno Cucca, il Direttivo
 
La FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) protesta vivamente per la decisione di CAI / ALITALIA di interrompere l’applicazione della continuità territoriale per coloro che nati in Sardegna, sono residenti fuori dall’isola.
Le tariffe della continuità territoriale sono previste per superare gli svantaggi dell’insularità. È bene ribadire che questi svantaggi continuano a permanere per tutti i cittadini che viaggiano per e dalla Sardegna, e in particolare per gli emigrati.
Dopo i pronunciamenti dell’Unione Europea, pur non essendo previste dalla nuova convenzione, queste tariffe “compensative” e “riequilibratici” erano state applicate autonomamente, anche grazie a un accordo non scritto fra Compagnie, (Alitalia – Air One – Meridiana) Regione Sardegna e Governo. Nei giorni scorsi sono state unilateralmente e improvvisamente eliminate da Alitalia.
Gli emigrati sono costretti di nuovo a sottostare a tariffe esose per tornare in Sardegna.
Le tariffe troppo care sono un danno per tutti, ma soprattutto per l’economia isolana. È ora di passare decisamente all’applicazione concreta del principio, riconosciuto a livello europeo, ma finora disatteso, del superamento dello “svantaggio” dell’insularità.
Chiediamo subito il ripristino delle tariffe “calmierate” per gli emigrati.
Non è possibile che proprio la compagnia che ha goduto del privilegio e dei vantaggi dell’intervento pubblico, scarichi i suoi problemi sulla fascia di cittadini più deboli.
Chiediamo al Ministro Matteoli, al Presidente Cappellacci, all’Assessore ai Trasporti Lorettu della Regione Sarda, ai parlamentari sardi di intervenire urgentemente.
Ma chiediamo soprattutto che si avvii l’iter di una nuova legge che preveda l’applicazione integrale della continuità territoriale per tutti i cittadini europei e per le merci.
La FASI, i suoi 70 circoli, i suoi 18.000 iscritti e le loro famiglie si mobiliteranno contro questa ennesima ingiustizia che colpisce  300 mila sardi emigrati in  “continente”.

Il Presidente FASI
Tonino Mulas




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