La serata inaugurale

Oltre 10mila persone, fra sardi, elbani e turisti, hanno partecipato alle “Giornate della Sardegna” organizzate dall’Associazione Culturale Sarda “Bruno Cucca” a Portoferraio, capoluogo dell’Isola d’Elba, il 13 e 14 giugno scorso.
La due giorni di iniziative ha potuto contare sulla collaborazione e il sostegno del Comune di Portoferraio e della Provincia e del Comune di Oristano. A rappresentare le istituzioni sarde in terra elbana sono stati gli assessori provinciali Serafino Corrias e Mario Matta, al fianco dell’imponente macchina organizzativa messa in piedi dall’Associazione. Alla fine le due “Giornate della Sardegna” sono state un successo oltre ogni aspettativa.
Il primo assaggio dell’iniziativa patrocinata dalla Regione Sardegna, si è avuto il sabato con l’apertura degli stand enogastronomici e il coinvolgente concerto di Maria Giovanna Cherchi. Poco dopo le 20, Piazza della Repubblica, nel centro storico della cinquecentesca città di Cosimo de’ Medici, è stata “presa d’assalto” da migliaia di persone. Secondo la stima dell’organizzazione sono accorsi in 5mila a gustare i prodotti tipici e le specialità della cucina tradizionale sarda. Un pubblico da grandi occasioni ha accolto con partecipazione e applaudito fin oltre la mezzanotte Maria Giovanna Cherchi.
La cantante etno-folk, a ragione considerata l’erede di Maria Carta, ha incantato la folta platea con la potenza della sua voce e la poesia delle sue canzoni. La Cherchi ha fatto palpitare il cuore di ogni sardo presente in piazza con “Mediterranea” e “Nanneddu meu”, ha evocato ricordi d’infanzia con “A su duru duru”, ha commosso con l’Ave Maria in limba cantata tra il pubblico. Una professionista che ha saputo trasferire le emozioni di un’isola che tiene sempre “per mano” i propri contarranei, anche se sradicati dalla propria terra. Come è per gli oltre 1500 emigrati sardi che vivono da anni all’Elba.
«Come Provincia», ha spiegato l’assessore oristanese Corrias nel corso della serata, «abbiamo contribuito con gioia a far sì che questo evento potesse svolgersi. Lo abbiamo fatto perché vogliamo costruire quel ponte ideale con voi che siete qui all’Elba ma che non avete mai rotto il cordone che vi lega alla Sardegna».