Le sette perle

Alle spalle una storia geologica complessa, che abbraccia un arco temporale di quasi 240 milioni di anni, le sette isole dell’Arcipelago Toscano più che della collana di Venere, dalla quale leggenda vuole siano nate cadendo in mare, sono perle preziose di un sistema che non ha eguali nel Mediterraneo.
Dove mare e terra, nell’incessante, millenario dialogo, hanno scritto capitoli importanti della storia dell’uomo e segnato i popolamenti animali e vegetali che lo caratterizzano.
A rendere merito al valore di queste terre, diverse ma unite da un comune destino, l’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il più esteso Parco marino d’Europa.
E’ di circa 60mila ettari la superficie di mare protetto che cinge Capraia, Giannutri, Gorgona e Pianosa. A terra la protezione si estende per 18mila ettari, comprendendo anche l’Elba e Giglio.

L’Elba , la maggiore delle isole dell’Arcipelago, è un microcosmo che ha nell’ambiente il vero protagonista di un territorio ricco e affascinante.

Capraia , figlia di vulcani sorti dal mare, è uno scrigno che per l’asprezza del paesaggio ricorda la vicina Corsica.

Il Giglio, seconda per dimensioni e abitanti, è granitica e montuosa.

Pianosa, uno zoccolo di tufo calcareo, è l’isola del silenzio, consegnata nella sua integrità all’attuale generazione da una lunga destinazione a colonia penale prima (dal 1864) e a carcere di massima sicurezza poi, fino alla dismissione del penitenziario, alla fine degli anni ’90 del Novecento.

Montecristo è mistero e leggenda, un gioiello della natura amato da eremiti e pirati e reso celebre da Dumas ne “Il Conte di Montecristo”.

Gorgona, la più piccola e settentrionale delle isole toscane, è un susseguirsi di valli e colline, di grotte marine e falesie.

Infine, Giannutri, una falce di luna stesa sul mare nota soprattutto per l’eccezionale ricchezza della fauna marina.

In questo contesto di natura e storia, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è la risposta più sensata e moderna alle necessità di valorizzazione del patrimonio di civiltà che nei secoli ha avuto modo di esprimersi su questi “fazzoletti” di terra e di salvaguardia di numerose specie rare che nella morfologia del territorio insulare hanno trovato il loro habitat ideale.
A terra come a mare, nelle sette sorelle dell’Arcipelago la natura sa infatti esprimersi in paesaggi e ambienti di straordinario valore, regno indiscusso di una singolare varietà di forme animali e vegetali.
E’ l’avifauna, però, la vera protagonista delle isole toscane, eccezionale ponte migratorio tra l’Europa e il continente africano. Sulle falesie e nella macchia nidificano o svernano tutti gli uccelli tipici dell’ambiente mediterraneo.
Il mare, di straordinaria bellezza, custodisce specie altrove ormai rare e sempre più frequenti sono gli avvistamenti dei mammiferi del Santuario Internazionale dei Cetacei, l’area marina protetta più grande del Mediterraneo, nella quale il Parco Nazionale è inserito. Tursiopi, stenelle, delfini, balenottere comuni e capidogli frequentano le acque dell’Arcipelago tutto l’anno, in particolar modo a primavera e in autunno.
La vetta più alta è il Monte Capanne, nel versante occidentale dell’Elba, che raggiunge i 1019 metri s.l.m.